LAYING EYES Sikelela Owen Sola Olulode

 

Laying Eyes
Sikelela Owen, Sola Olulode
Galleria Alessandro Albanese
Inaugurazione Mercoledì 28 Aprile, 16:00 – 21:00
29 Aprile – 24 Maggio 2021
Via Cosimo del Fante 14, 20122, Milano

La galleria Alessandro Albanese, dopo un lungo e intense percorso all’interno del distretto artistico di Via Ventura, nel quartiere di Lambrate, è lieta di presentare all’interno dei nuovi spazi espositivi di Via Cosimo del Fante 14, la mostra bipersonale delle artiste Sikelela Owen e Sola Olulode, dal titolo “Laying Eyes”, con testi di Domenico De Chirico. “Laying eyes” costituisce un atto di carattere duplice e vorticoso, materico e visivo al contempo,
passivo e attivo, un gesto elastico che ritrae ed emana, inspira ed espira: prendere gli occhi e adagiarli sognanti o posare gli occhi nel senso di guardare con anelo a qualcuno o qualcosa. Ponendosi di fronte ai lavori di Sikelela Owen e Sola Olulode subito affiora questo senso circolare di beatitudine poiché entrambi inneggiano, attraverso espressività e gestualità differenti, all’umana complessità emotiva indagando a fondo relazioni e trepidazioni di persone a loro care la cui intimità viene tratteggiata, pennellata, resa in una veste cromatica unica e irripetibile.
Sikelela Owen, inglese classe 1984, (Chelsea College of Art and Design of London, 2006, Royal Academy School of London, 2012) dipinge il ricordo ritraendo nei suoi dipinti famiglia, amici e relazioni. Le sue immagini non equivalgono ad una mera rappresentazione di un momento nel tempo ma fanno i conti col tempo a cui hanno resistito. Rappresentano un’eco emotiva, data la forma visiva. Tale intangibilità è resa palese nella sua pennellata, da un lato espressiva e gestuale, ma anche adagiata in velature leggere come se sovrapponesse una foschia della
memoria all’altra. Il dettaglio è solo ciò che è strettamente necessario: tutto ciò che è superfluo viene omesso o perduto. Pertanto, i risultati sono magnificenti dipinti che attingono sensibilmente alla perdita di un momento prezioso e a ciò che queste cose effimere possono generare dentro di noi.

I dipinti di Sola Olulode, nigeriano – britannica classe 1996, (University of Brighton, I Class of Honor, 2017, Lewisham Arthouse Graduate Studio Bursary, London, 2018) dei veri e propri corpi sociali e luoghi di unità e amicizia. Essi costituiscono un elogio della storia di identità nere, sfidando l’esclusività sociale e celebrando l’espressione individuale e collettiva. Nel loro contesto, canalizzano la vita notturna londinese nel presente creando tuttavia un “anti-spazio” che rimuove qualsiasi aggancio spaziale. Lo spazio onirico dei dipinti disimpegna le figure da un contesto definitivo. Consentendo al corpo di essere al centro della scena, dà risalto al movimento,
al gesto e alla danza come forze vincolanti che riflettono l’esperienza personale e collettiva, l’individualità e la forza relazionale. Il corpo vibrante e liberato, quindi, non è vincolato a rigide formulazioni di identità che racchiudono e dividono il corpo sociale in membri distinti.

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