MIART 2026
17 - 19 aprile 2026
Anteprima VIP 16 aprile
Allianz MiCo South Wing - Milano
Stand A19, Level 0
Miart 2026 – Galleria Alessandro Albanese
Dal gesto alla forma. Bianco, Esposito, Valerio, Paradiso, Ruccia
In occasione di Miart 2026, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, la Galleria Alessandro Albanese presenta Dal gesto alla forma, un progetto che racconta una storia di continuità e metamorfosi. Dalla Milano del dopoguerra alle ricerche contemporanee, il percorso mette in relazione pratiche diverse che interrogano la materia come spazio di luce e di pensiero, attraversando generazioni e linguaggi.
Cinque artisti, una stessa ricerca: la materia come campo attivo, dove gesto, superficie e segno diventano strumenti di conoscenza.
Remo Bianco è presente con alcune opere giovanili che permettono di riscoprire una fase fondamentale della sua ricerca. I suoi 3D, tra le prime creazioni originali dell’artista, nascono nel contesto delle avanguardie del dopoguerra ma se ne distaccano per l’invenzione di una “scatola spaziale”, in cui fogli di plastica trasparente si sovrappongono e interagiscono, generando forme instabili e cangianti.
Enzo Esposito sviluppa una pittura dominata dal gesto e dal colore, in cui l’energia si traduce in superficie vibrante. Le sue tele, intense e dinamiche, trasformano l’eredità informale in un linguaggio personale, dove la materia pittorica diventa luce in espansione.
Domenico Ruccia presenta nuovi dipinti legati a una dimensione narrativa che richiama la poetica dei racconti seicenteschi. Le sue superfici si costruiscono per accumulo e sottrazione, dando vita a immagini sospese, in cui il segno affiora e si dissolve, generando tensioni tra visibile e invisibile.
Antonio Paradiso espone sculture in pietra di carparo, in cui la materia è indagata nella sua essenza più primaria. Le forme, essenziali e calibrate, instaurano un rapporto silenzioso tra pieno e vuoto, luce e peso, invitando a una percezione lenta e contemplativa dello spazio.
Matteo Valerio, tra pittura e ceramica, rilegge la tradizione italiana attraverso il filtro della manualità e del ricamo. Le sue opere costruiscono superfici dense e stratificate, in equilibrio tra gesto artigianale e riflessione contemporanea, dove la materia diventa luogo di memoria e trasformazione.
Il progetto curatoriale si configura come un attraversamento del linguaggio artistico italiano, presentato nel contesto della fiera come spazio di incontro e confronto. Qui, la materia si afferma come elemento di continuità tra epoche e sensibilità diverse, capace di rinnovarsi e generare nuove forme di pensiero e visione.

