MIART 2026
17 - 19 aprile 2026
Anteprima VIP 16 aprile
Allianz MiCo South Wing - Milano
Stand A19, Level 0
Miart 2026 – Galleria Alessandro Albanese
Dal gesto alla forma. Bianco, Esposito, Valerio
Dal gesto alla forma. Bianco, Esposito, Valerio racconta una storia di continuità e metamorfosi.
Dalla Milano del dopoguerra, dove Remo Bianco (1922-1988) trasforma la pittura in superficie tattile e concreta, passando per gli anni ’80 in cui Enzo Esposito (1946) afferma il gesto e il colore come forze vitali della pittura, fino ad arrivare a Matteo Valerio (1989), che oggi rielabora la tradizione italiana del ricamo tessile attraverso il dialogo fra pittura e ceramica.
Tre artisti, tre generazioni, un’unica tensione: quella verso la materia come spazio di luce e di pensiero.
Dai rilievi materici e le sperimentazioni spaziali di Remo Bianco negli anni ’40 e ’50 si passa alle pitture gestuali e cromatiche di Enzo Esposito negli anni ’80, fino ad arrivare alle opere di Matteo Valerio, tra pittura e ceramica, che rileggono oggi quella stessa energia materica in chiave contemporanea.
Il progetto curatoriale è un viaggio nella continuità e nella trasformazione del linguaggio artistico italiano, dove la materia diventa luce, gesto e pensiero.
Remo Bianco — “Le origini della materia” (1940–1960)
La prima sezione introduce i lavori giovanili di Remo Bianco, tra collage, esperimenti di stratificazioni 3D con fogli di plastica trasparenti e materiali poveri come il legno. Queste opere rivelano la tensione verso una nuova dimensione pittorica, in dialogo con lo Spazialismo ma fortemente autonoma.
L’allestimento suggerisce un’atmosfera raccolta e meditativa, con luci radenti per far emergere la superficie e i rilievi.
Enzo Esposito — “Il gesto e la luce” (anni ’80)
La seconda sezione esplora le grandi tele astratte di Enzo Esposito, dominate dal colore e dal gesto pittorico.
Il suo lavoro, intriso di energia e dinamismo, raccoglie l’eredità informale e la trasforma in un linguaggio pittorico di forte intensità luminosa.
Matteo Valerio — “Presente continuo” (oggi)
L’ultima sezione è un’apertura al contemporaneo. Matteo Valerio reinterpreta la tradizione italiana del ricamo tessile attraverso una pratica che alterna pittura e ceramica, costruendo un dialogo tra materiali e immaginari.
Le sue opere rivelano un equilibrio tra manualità e riflessione concettuale, tra artigianato e pittura.

