La Chiesa del Purgatorio di Matera, ormai conosciuta in città come luogo espositivo dedicato all’arte contemporanea oltre che come edificio sacro, ospita questa estate una mostra di Pietro Consagra. Riconosciuto, in Italia e fuori, come uno dei protagonisti nell’ambito della scultura contemporanea, Consagra aveva già lasciato importanti tracce nella città: una grande rassegna di sculture all’aperto nel 1978 che ha fatto molto parlare di sé e alcune opere conservate nel Museo Cittadino. Questa volta la sua presenza è più contenuta, solo sette sculture che però mantengono tutti i caratteri salienti del linguaggio singolare dell’artista: la scelta di ridurre radicalmente lo spessore dell’opera scultorea, la rinuncia alla tridimensionalità, al tutto tondo della scultura tradizionale. Consagra infatti fin dai suoi esordi ha rinnovato e anzi rivoluzionato il linguaggio della scultura, prima scegliendo l’astrazione e poi riducendo lo sviluppo volumetrico dell’opera scolpita appunto alla frontalità. Un simile limite strutturale vale in realtà come l’apertura ad una ricezione diversa da parte dell’osservatore: la frontalità implica un rapporto paritario, non più gerarchico, fra l’opera e il pubblico, che diventano come i due poli complementari di un processo dialettico: osservare, per l’artista, è già un atto del pensiero che non deve essere sottomesso alla volontà dell’artista, al significato univoco della sua opera. Le sette sculture esposte, realizzate fra la metà degli anni ottanta e la metà dei novanta, sono in bronzo tranne una in legno dipinto, ad attestare l’inteso lavoro di sperimentazione, operante con i materiali più diversi. Esse fanno parte dei cicli tematici intitolati Bifrontali, Prominenze e Interferenze, secondo le denominazioni scelte dall’artista. Le Bifrontali costituiscono se vogliamo una sorta di variazione tematica nel senso che recano lo stesso tipo di elaborazione su ambedue le facce, consentendo una visione totale, che implica il movimento da parte dell’osservatore, a dimostrazione che il dettato di Consagra è cogente ma non è un dogma. Raccolta, conchiusa nello spazio della Chiesa del Purgatorio, la mostra di oggi nondimeno chiama in causa la rassegna del 1978, quando le grandi sculture in ferro si affacciavano sui Sassi: affacciarsi è la parola giusta, visto che quelle opere erano strutture in ferro dove i vuoti prevalevano sui pieni come fossero finestre aperte sul paesaggio urbano. In quella occasione esse valevano come invito a tutti ad osservare, a prendere coscienza del valore storico e culturale dei Sassi, nominati patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO nel 1993. Questo rapporto col passato non è solo virtuale: sarà ristampato il catalogo che accompagnava la mostra del 1978, contenente la “Lettera ai Materani” che Consagra aveva stilato per l’occasione, con l’aggiunta di una documentazione sulla mostra attuale.
Giorgio Verzotti
Pietro Consagra. Sette sculture.
a cura di Giorgio Verzotti
Indirizzo: Chiesa del Purgatorio, Via Domenico Ridola 45, Matera
Inaugurazione: mercoledì 22 luglio 2026, ore 17:00 - 21:00
22 luglio - 27 settembre 2026
Orari: tutti i giorni, 9:30 - 19:00

